Un pensiero riguardo “comunicato stampa

  1. Ma se tutto è pubblico e poi diventa privato senza che ne accorgiamo, cosa lasciamo ai nostri figli?
    Per Campo Testaccio e Piazza di Siena chi governa ha un piano diverso da quello di proteggere un Bene Comune?

    Ieri su Repubblica è stato pubblicato il seguente articolo:
    “Il restauro pagato in vista del concorso ippico di maggio non convince gli Amici di Villa Borghese.
    Neanche quell’erbetta tenera tenera, che da qualche settimana ricopre tutto l’ovale di piazza di Siena, è servita a placare le paure degli “ Amici di Villa Borghese”. L’associazione, da sempre in prima fila per la tutela del grande parco nel cuore di Roma, teme infatti che il nuovo “progetto green” che a fine maggio ( dal 23 al 27) accoglierà il concorso ippico di piazza di Siena, possa
    trasformarsi in una sorta di impianto sportivo permanente con tanto di tribune stabili. Il che vorrebbe dire “ escludere i romani dal pieno godimento della villa a cui lo Stato invece la destinò acquistandola nel 1901”, si legge in una lettera firmata da più di cento persone che non vedono di buon occhio il nuovo restyling voluto dal Coni ( che da un anno gestisce l’evento) dalla Fise, ovvero la Federazione italiana sport equestri e dal Campidoglio. Un lavoro di squadra cominciato lo scorso ottobre e che domani verrà presentato alla stampa.
    In realtà l’organizzazione del Concorso intemazionale fiore all’occhiello fin dal 1922 della Roma che ama quel mix di sport, glamour e mondanità, assicura che nessuna struttura resterà in pianta stabile. E anzi, l’impatto di gradinate, tendoni e scuderie rispetto alle passate edizioni sarà molto più soft. A dimostrarlo ci penseranno slider e progetti che verranno presentati alla Casina di Raffaello, la ludocheca al centro del parco.
    “ Adozione” di piazza di Siena e del Galoppatoio, così definiscono l’operazione il Coni e la Fise che dopo aver ricoperto l’ellisse con l’erba ( la stessa dell’Olimpico) piazzandola al posto della
    sabbia silicea, si occuperanno di ridare a loro spese il decoro all’area con la manutenzione del verde, potatura di alberi compresa. “Adozione” concordata col Campidoglio e della durata di un anno. « Abbiamo studiato la storia dell’evento – ha spiegato qualche giorno fa Diego Nepi, direttore dell’evento e responsabile marketing del Coni durante un’audizione in commissione sport in Comune – e vogliamo ricreare le condizioni di un posto unico al mondo per dialogare con il contesto architettonico e naturalistico di Villa Borghese. L’intenzione è quella di approntare strutture provvisorie ed essenziali studiando le foto degli anni Venti e Trenta. Quindi meno impatto sull’ambiente utilizzo del legno e di parti verdi come le siepi». Gli amici di Villa Borghese, però, attendono al varco…

    E CAMPO TESTACCIO … LA STESSA FINE?

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