Da Valeria Lupidi : Sicurezza

 

Parliamo di sicurezza

Fornire una definizione univoca della sicurezza non è semplice. Etimologicamente la parola deriva dal latino “sine cura”: senza preoccupazione e può quindi intendersi come la “conoscenza che  l’evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati” ovvero: quello che si fa non produrrà danni. Il presupposto della conoscenza è un elemento fondamentale in quanto solo una approfondita conoscenza può garantire  la valutazione oggettiva della sicurezza.

La sicurezza totale si ha in assenza di pericoli anche se si tratta di un concetto poco realistico in quanto, anche se l’applicazione di norme di sicurezza rendono meno probabile eventi dannosi o incidenti, il rischio non è eliminabile completamente.

Fondamentale diventa allora comprendere la differenza tra rischio e pericolo. Il pericolo si definisce come la probabilità di danno, possibilità di evento rischioso; il rischio  invece è la potenzialità che un’azione o un’attività scelta (includendo la scelta di non agire) porti ad una perdita o a un evento indesiderabile. La nozione implica che una scelta influenzi il risultato. Per rischio possiamo indicare anche l’eliminazione di possibili scostamenti dai risultati attesi per effetto di eventi di incerta manifestazione, interno o esterni ad un sistema. In questa definizione il rischio non ha solo un’accezione negativa (downside risk), ma anche una positiva (upside risk).

Tornando al tema della sicurezza possiamo allora dire che la sicurezza totale si ha in assenza di pericoli, ma questo concetto nella realtà è difficilmente traducibile, anche se l’applicazione delle norme di sicurezza rende più difficile il verificarsi di eventi dannosi.

Nel termine italiano “sicurezza” rientrano due distinti concetti che in altre lingue sono espressi da parole differenti. La parola inglese security corrisponde alla sicurezza intesa come protezione da atti intenzionali che potrebbero ledere persone o cose, mentre il termine safety riguarda la sicurezza delle persone intesa come loro incolumità.

I campi in cui la sicurezza è un obiettivo primario sono numerosi, così come variegati sono i sistemi per raggiungere un grado di sicurezza accettabile. Praticamente ogni settore ha delle implicazioni relative alla sicurezza, specie tutto ciò che è legato alla vita moderna: comunicazioni, trasporti, lavoro, informatica ecc.

Per migliorare la sicurezza sono allora necessarie delle azioni preventive ed organizzative adeguate che tengano conto di una attenta analisi dei rischi e di specifica formazione delle persone addette.

E proprio nella convinzione che la formazione, e quindi la conoscenza, siano un elemento imprescindibile, nel nostro bimestrale affronteremo in ogni numero una specifica situazione connessa alla sicurezza sperando di rendere un po’ più “sicure” le nostre vite e la nostra società.

 

Il Vice Presidente

Valeria Lupidi

 

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