L’INTERVISTA …. IMMAGINARIA ! DI MIMMO DEL GIUDICE

 

 

                               L’intervista immaginaria a Alessandro  Di Battista

Quella che segue è una intervista mai fatta. In gergo giornalistico si chiama intervista immaginaria. In francese potremmo dire che è un divertissement, in inglese un joke. Insomma uno scherzo. Pertanto, il soggetto intervistato-non intervistato, Alessandro Di Battista, che sappiamo sa essere anche spiritoso, non se la deve prendere. Anche perché un suo “ritratto” molto serio, anche se un po’ severo, è contenuto nel volume “Un Paese a 5 Stelle” che chi scrive ha pubblicato pochi mesi fa con Armando Editore, l’editore che pubblica anche testi di autori grillini.

Intervistatore: On. Di Battista, perché voi 5 Stelle volete mettere sotto accusa il      Capo dello Stato?

Intervistato: Non vogliamo metter sotto accusa nessuno. Questo termine appartiene alla Meloni e alla sua squadretta di Fratelli d’Italia. Noi per Mattarella chiediamo impikment.

Intervistatore: Empeachment, on. Di Battista.

Intervistato: Impikment, perché è una parola americana che noi pentastellati pronunciamo all’italiana. Come lei sa, io so tante lingue, anche quella di Putin. E poi io sono il cittadino, non l’onorevole Di Battista. Onorevole non lo sono mai stato perché noi grillini abbiamo deciso di scancellare le parole deputato, senatore, parlamentare, onorevole. Queste sono parole del vecchio regime, Un regime che abbiamo sconfitto e del quale presto si avrà solo un lontano ricordo. Sono parole del passato che noi faremo dimenticare. Un passato di ladri, corrotti, pregiudicati . Noi siamo il futuro. Il futuro illuminato. Quello delle 5 stelle. E nel nostro futuro c’è il cambiamento. Un cambiamento che portiamo in Parlamento, al governo e, quando occorra, anche nella lingua italiana.

Intervistatore: On. Di Battista, quando occorre, non “quando occorra”. L’indicativo, non il congiuntivo. Lo so che ogni tanto lei incespica sui verbi. Ma stavolta il congiuntivo non va bene.

Intervistato: Uffa. Voi pennivendoli siete i soliti maestrini provocatori. Ogni occasione è buona per sparare cazzate e mettere in bocca a noi politici cose che non abbiamo mai detto nè pensato. E’ vero che parlando a braccia talvolta mi faccio prendere dalla foga, ma in questi giorni mi sono molto esercitato e uso il congiuntivo solo quando occorra.

Intervistatore: Ho capito, lasciamo perdere congiuntivo e inglese. Ma a proposito della sua conoscenza della lingua russa, come mai quando è andato a Mosca, secondo bene informati, ha incontrato soltanto un funzionario del Servizio Rapporti con i Paesi della Comunità Europea che conosceva bene l’italiano?

Intervistato: Ma ho visto e scambiato opinioni anche con tante altre persone che mi fermavano per strada, mi avvicinavano al bar, mi inviavano messaggini. Ed esse hanno voluto sapere tutto su di me, su questa brillante idea del Movimento a 5 Stelle e su come la mettiamo ora che ci toccherà il pesante onore di effettuare la democrazia dal basso, come da loro quando sterminarono la monarchia e  crearono i soviet.

Intervistatore: Gli ha detto anche che suo papà, Vittorio, è un fascista?

Intervistato: Lasciamo stare i genitori al loro posto. Anche se mio padre è peggio di me: ogni tanto gli scappa qualche parola fuori posta. Per esempio, glielo avevo detto di non attaccare il presidente Mattarella. E lui sa che mi ha risposto?: Ma quello è figlio di un mafioso e nessuno glielo dice. Ora ci penso io.

Intervistatore: E così si è beccata una bella querela.

Intervistato: Si, va be’. Ma tanto mio padre è come me: quando si parla di lui è felice e contento come una pasqua. Anche se lo prendono in giro o ne parlano male. E poi alle minacce ci è abituato da ragazzo. Pure egli ne ha fatte tante e qualcosa di più.

Intervistatore: Sta partendo per l’America, dove conta di implementare i suoi rapporti con la politica estera. Ma alle prossime elezioni che ha deciso di fare: si ricandida o sta ancora a guardare?

Intervistato: Stare a guardare? Ma sta scherzando!? Che razza di giornalista è? Non sa nemmeno che dalle prossime urne usciremo stravincitori? Noi 5 Stelle faremo bingo. Otterremo il doppio dei voti del 4 marzo e saremo noi a dettare le regole. Altro che Mattarella e contratto con Salvini, che ha preso per i fondelli il nostro generoso Giggino Di Maio.

Intervistatore: A proposito di Di Maio, sarà sempre lui il capo politico del Movimento e quindi il premier?

Intervistato: Il capo politico lo può fare finché vuole, tanto poi c’è il garante che garantisce e Rousseau che impartisce … . Ma alle prossime elezioni, che si facciano a luglio, agosto, in autunno o a Natale, il premier sulla scheda sarà un pentastellato con gli attributi, che ha rapporti ai massimi livelli a Est come a Ovest. Un grillino del quale per modestia non faccio il nome. E nel giro di pochissimo tempo vedrà come l’Italia diventerà davvero un Paese a 5 Stelle, apprezzato e riverito in tutto il mondo.

Intervistatore: Allora auguri e figli maschi. A proposito suo figlio ha già imparato a dire “Vaffanc…”

Intervistato: Eh eh eh. Sta molto più avanti.

MDG

Sindaca Raggi

Domanda: Signora sindaca Raggi, Roma è diventata una gruviera. Dopo le pecore per curare i prati e le api per tenere sotto controllo l’inquinamento atmosferico, c’è qualche altro animale che le può dare una mano per risolvere il problema delle buche che ci hanno fatto fare una figuraccia anche con il Giro d’Italia?

Risposta: Lei non mi crederà. Ma le giuro che la sera prima dell’ultima tappa del Giro d’Italia nella capitale non c’era più manco un buco. Si figuri che con mio marito volevamo andare a cena fuori e ben 3 ristoranti ci hanno risposto che non c’era un buco. E’ vero che noi non abbiamo detto chi eravamo. Ma, sa, siamo persone semplici, modeste e non andiamo in giro a dire “lei non sa chi sono io!”.  (continua)

 

 

 

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